La fine della pubblicazione delle riviste “Il Regno”, “La Settimana” e “Musica e assemblea” alla fine del 2015 per motivi economici è una notizia triste. Per me personalmente per essere stato abbonato “da sempre” e per il mondo cattolico italiano, perché mancherà un’informazione corretta sulle cose di Chiesa.

Il regno copertina rivistaRiviste che con equilibrio e puntualità hanno aggiornato su temi riguardanti il mondo ecclesiale all’interno della Chiesa e nei rapporti con il mondo, coerenti con uno stile che non ha mai ceduto a prese di posizioni “amiche” nei confronti della gerarchia, ma nemmeno dei movimenti che si autodichiaravano innovatori. Gli autori degli articoli e della selezione della documentazione, in questi lungi anni, hanno guardato alla vita ecclesiale seguendo la linea conciliare, senza ideologismi e senza paura.

Che le tre riviste siano costrette a chiudere per motivi economici (riduzione del numero di abbonati, costi di produzione…) la dice lunga sul mondo cosiddetto cattolico. Un mondo che dimostra che chi è in grado di leggere non si informa più della vita della Chiesa e chi non è in grado di seguire le sorti ecclesiali, è oramai orientato alle forme devozionali sempre più invadenti ed esclusive.

La stessa presenza del Papa (i suoi gesti e le sue parole) è ridotta oramai a forme di “fioretti” che lo rendono “menestrello di Dio”.

La chiusura delle riviste dei dehoniani (e non solo) spinge a una riflessione profonda sulla “consistenza” del cattolicesimo “pubblico” in Italia che – a nostro modesto parere – indica la scomparsa della “cultura cattolica”, ridotta non, come a volte si dice, nel privato, ma alla semplice scomparsa.

Per quel che vale, suggerisco che gli amici dehoniani, prima della fine del 2015, aiutino tutti noi nella riflessione seria della “secolarizzazione compiuta” in Italia. Nella cultura, nella politica, nell’economia, nella solidarietà, il modello cristiano è alla mercè delle impostazioni personali, accelerandone semplicemente l’assenza.

Senza allarmismi, ma con lucidità è giunto il momento della presa di coscienza del paganesimo in Italia e in occidente, traendo le conseguenze per l’organizzazione della Chiesa, il linguaggio, la presenza dei cristiani nel nostro mondo.

Troppi segnali dicono che stiamo vivendo una fase “animista” nella quale i concetti, i comportamenti, le conseguenze non hanno logiche di appartenenza, ma di semplice sintesi che variano da luogo a luogo, da materia a materia, da ambito ad ambito.

Spero con tutto il cuore che la voce dei dehoniani in Italia non si spenga, ma possa continuare a informare, a formare e a seguire il cammino della Chiesa in Italia e nel mondo.